Stanza Snoezelen: i benefici nei malati di Alzheimer

Stimolare i cinque sensi in un ambiente protetto per favorire il benessere psicofisico delle persone con demenza e Alzheimer: è il principio su cui si basa la stanza Snoezelen, un approccio terapeutico che offre grandi benefici ai malati con disturbi cognitivi e del comportamento legati a queste patologie neurodegenerative. In questo articolo scopriremo in cosa consiste questo metodo, quali sono i suoi effetti positivi su chi soffre di demenza e Alzheimer e in che modo viene utilizzato per la gestione dei pazienti.
Lo faremo approfondendo, in particolare, l’esperienza di San Petronio, casa di riposo e casa residenza per anziani di Real Salus di Bologna, che ha tra i suoi elementi distintivi l’assistenza specializzata agli ospiti con queste problematiche e che recentemente ha arricchito la sua offerta di terapie non farmacologiche proprio con una stanza Snoezelen.

Cos’è l’approccio Snoezelen e quali sono i suoi obiettivi terapeutici

L’approccio Snoezelen è nato in Olanda negli anni Settanta come intervento terapeutico per persone con gravi disabilità intellettive e dell’apprendimento. Il termine “Snoezelen” deriva dalla fusione di due verbi olandesi – snuffelen, che significa” esplorare”, e doezelen, che vuol dire “rilassare” – e identifica una tecnica finalizzata a migliorare il benessere psichico e fisico del malato attraverso la stimolazione multisensoriale controllata dei cinque sensi (vista, udito, olfatto, tatto, gusto) all’interno di spazi appositamente progettati.

Le prime esperienze con questo approccio prevedevano l’utilizzo di una tenda sensoriale: negli anni, questo metodo si è evoluto con la creazione di molteplici ambienti plurisensoriali, o stanze Snoezelen, che grazie alla presenza di effetti luminosi, colori, suoni, musiche, profumi e superfici tattili permettono di entrare in contatto con il mondo interiore del malato suscitando la sua curiosità e producendo uno stato di benessere e serenità. Per i suoi effetti positivi, questo metodo si è andato diffondendo nei luoghi di cura, per esempio in ospedali e residenze sanitarie assistenziali, come terapia non farmacologica di supporto per numerose problematiche di salute.

I benefici della terapia Snoezelen per i malati di demenza e Alzheimer

Gli ambiti clinici di applicazione dell’approccio Snoezelen sono molteplici, dalle disabilità cognitive all’autismo, dagli esiti di ictus al disturbo post-traumatico da stress. Negli ultimi trent’anni questo intervento è stato utilizzato anche per i malati di demenza e Alzheimer: per la specificità dei disturbi cognitivi di cui soffrono, infatti, questi pazienti hanno una percezione sensoriale alterata e possono, quindi, trarre significativi benefici dalla stimolazione multisensoriale guidata da operatori specializzati nel metodo Snoezelen.

“Nelle persone con demenza e Alzheimer – spiega Gabriella Nerieri, animatrice di San Petronio che ha potuto toccare con mano gli effetti di questo approccio sugli ospiti della struttura affetti da queste patologie – l’iperstimolazione, cioè l’eccesso di stimoli come luci, suoni, persone che parlano, può essere una fonte di stress e causare ansia, agitazione e disturbi del comportamento. Allo stesso modo la deprivazione sensoriale, ovvero un’insufficiente stimolazione a livello cognitivo, può portare a uno stato di apatia. Nella stanza Snoezelen tutti gli effetti, luminosi, sonori e tattili, sono studiati e dosati per attirare l’attenzione del malato senza provocare un accumulo di sollecitazioni che potrebbero turbarlo, ma al contrario mettendolo a proprio agio e tranquillizzandolo. 

Si tratta di stimoli di base, come un colore, una musica, un odore, che per essere elaborati non richiedono un ragionamento o un pensiero logico e che per questo motivo sono ideali per i pazienti con difficoltà cognitive. In questo senso la stanza Snoezelen è stata definita un ambiente facilitante. I benefici che offre sono sia fisici che psichici: tra gli effetti osservati ci sono una diminuzione della frequenza cardiaca e della tensione muscolare, un miglioramento del linguaggio grazie alla relazione uno a uno che si instaura tra paziente e operatore all’interno della stanza e un generale stato di benessere e rilassamento che può contribuire a ridurre la necessità di ricorrere ai farmaci”.

“L’approccio Snoezelen – aggiunge Luca Tassinari, coordinatore di struttura a San Petronio – è uno strumento utile soprattutto per la gestione dei sintomi comportamentali, come l’aggressività, l’ansia, l’affaccendamento, cioè il continuo ripetere movimenti e azioni senza una precisa finalità, che spesso si osservano nei malati di Alzheimer: nella Snoezelen room, questi pazienti trovano un ambiente accogliente che aiuta a tenere sotto controllo questi disturbi”.

I benefici della Snoezelen room per i malati di Alzheimer

La stanza Snoezelen di San Petronio: un luogo protetto e sicuro per gli ospiti con demenza e Alzheimer

La stanza Snoezelen di San Petronio è il frutto di un impegno che la struttura ha messo in campo da tempo per realizzare questo spazio e potenziare, così, l’offerta di terapie non farmacologiche per i malati di Alzheimer e demenza destinate agli ospiti.

“Al suo interno – racconta Luca Tassinari – abbiamo riunito una serie di strumenti e attrezzature di cui ci siamo progressivamente dotati: ci sono una poltrona relax, una poltroncina, una poltrona a dondolo, un proiettore di immagini collegato alla musica sul soffitto, un diffusore di aromi con effetti luminosi, una lampada a bolle e alcuni oggetti utilizzati per offrire stimoli tattili agli ospiti, come palle di diverse dimensioni e, a breve, un pannello con differenti tipi di tessuto e materiali da toccare. È un luogo in divenire, che abbiamo intenzione di continuare ad arricchire per renderlo sempre più a misura dei nostri ospiti con demenza e Alzheimer, sia specializzandoci internamente attraverso lo studio e la formazione, sia seguendo i consigli di un architetto molto attento al tema della demenza che ci sta supportando in questo percorso. Ci piacerebbe, per esempio, creare nella stanza un angolo morbido, posizionando sul pavimento delle imbottiture che permettano a chi ha disturbi del comportamento o difficoltà di movimento di sdraiarsi o adottare una posizione più confortevole e rilassante”.

“Attualmente – continua Tassinari – la Snoezelen room si trova al primo piano della casa residenza per anziani, dove sono ospitati i pazienti con maggiori bisogni assistenziali e sanitari. È in un punto strategico in cui, in futuro, abbiamo in programma di realizzare anche una sorta di giardino d’inverno, chiudendo con una veranda il grande terrazzo che oggi è presente in quello spazio”. 

Ma come viene utilizzata, in concreto, la stanza Snoezelen a San Petronio e qual è la risposta degli ospiti che frequentano questo ambiente?

La terapia Snoezelen a San Petronio: come si svolge e quali sono gli effetti positivi su malati e caregiver

La terapia Snoezelen a San Petronio si basa sugli stimoli offerti dalla stanza multisensoriale e sulla relazione che, proprio grazie a queste sollecitazioni, viene a crearsi tra malato e operatore: “Il nostro lavoro non è programmato – conferma Gabriella – ma si sviluppa attraverso l’osservazione delle reazioni che le persone hanno all’interno di questo ambiente. A partire dalle loro risposte, indirizziamo l’attività in una direzione piuttosto che in un’altra. Può capitare di attirare l’attenzione del paziente su un suono che lo porta a muoversi a ritmo di musica, oppure di fargli sentire un profumo che accende in lui un ricordo e ci dà lo spunto per iniziare un lavoro di reminiscenza. La caratteristica distintiva di questa stanza è proprio il fatto che sia appositamente pensata per chi non è in grado di svolgere attività sequenziali, logiche e lineari: nell’ambiente Snoezelen i nostri ospiti con demenza e Alzheimer ricevono stimoli basilari che non richiedono un impegno cognitivo, ma solo l’uso delle capacità sensoriali e motorie, e che riescono a suscitare un rilassamento e un benessere generale”.

Degli effetti positivi del metodo Snoezelen non beneficiano solo i malati ma anche i loro caregiver, che grazie a questo approccio hanno la possibilità di creare una connessione più diretta con i pazienti. “Nella stanza abbiamo un rapporto uno a uno con i nostri ospiti e possiamo interagire con loro in una situazione di tranquillità che ci permette di conoscere più a fondo queste persone e di raccogliere suggerimenti utili per prendercene cura nel modo migliore, anche al di fuori di questo spazio. Se, per esempio, un paziente reagisce positivamente a uno stimolo sonoro nella stanza Snoezelen, possiamo integrare la musica anche in altre attività che svolgiamo con lui per renderle più piacevoli, distrarlo o catturare la sua attenzione. Per questo motivo – conclude Gabriella – la nostra idea è quella di riuscire a ritagliarci dei momenti precisi nell’arco della giornata per accompagnare le persone nella stanza Snoezelen: sono sufficienti 15-20 minuti, anche perché una stimolazione più lunga rischierebbe di diventare stancante. Al momento il lavoro è individuale, ma in futuro potremmo anche immaginare di organizzare piccoli gruppi”.

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Il futuro della stanza Snoezelen di San Petronio: un luogo-rifugio per gli ospiti

Tra i futuri progetti di Real Salus legati alla stanza Snoezelen c’è quello di farla diventare sempre di più un punto di riferimento per i pazienti con Alzheimer e demenza, oltre che un supporto per gli operatori nella loro gestione.

“A San Petronio – conferma Tassinari – abbiamo fatto la precisa scelta di non isolare le persone con queste patologie ma di dare loro la possibilità di trascorrere del tempo con gli altri ospiti e di muoversi liberamente all’interno dei vari spazi della struttura: in quest’ottica, vorremmo che la stanza Snoezelen potesse rappresentare per loro un ambiente sicuro e accogliente in cui rifugiarsi nei momenti in cui sono in preda all’agitazione notturna o a un disturbo del comportamento come il vagabondaggio. Sarebbe bello, per esempio, che i nostri ospiti che vagano durante la notte potessero trovare nella Snoezelen room un luogo rilassante in cui fermarsi e, magari, coricarsi o addormentarsi, naturalmente sempre sotto la supervisione dei nostri operatori”.

Si tratta di un’evoluzione che richiederà una sempre maggiore consapevolezza delle potenzialità della stanza Snoezelen da parte di tutto lo staff di San Petronio: “Proprio per questo motivo – conclude Tassinari – stiamo già organizzando dei percorsi formativi per spiegare come utilizzare al meglio questo spazio: siamo convinti, infatti, che possa essere un valido strumento di gestione dei pazienti con demenza e Alzheimer soprattutto nei momenti critici, sia a supporto delle terapie farmacologiche, sia per ridurre il ricorso ai farmaci sfruttando il suo effetto calmante e tranquillizzante”.

Terapia Snoezelen AlzheimerReal Salus e l’impegno nelle terapie non farmacologiche per malati di demenza e Alzheimer

La stanza Snoezelen costituisce un nuovo tassello nella già ricchissima offerta di terapie non farmacologiche per gli ospiti con demenza e Alzheimer di Real Salus. Questa realtà, infatti, è da sempre impegnata a fornire un’assistenza specializzata agli anziani con patologie legate al deterioramento cognitivo attraverso un’area dedicata alla cura, alla riabilitazione e alla stimolazione all’interno di San Petronio: lo Spazio Alzheimer. Tra i tanti interventi non farmacologici proposti ci sono la Doll Therapy, la Pet Therapy, la tangoterapia, i laboratori manuali e il giardino terapeutico. L’obiettivo è promuovere il benessere, la socializzazione e l’autonomia dei malati, sostenendo le famiglie nella difficile gestione dei loro cari che soffrono di queste patologie.

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