Il diabete mellito è tra le patologie croniche più diffuse nella terza età, ed è anche una di quelle che più spesso accompagna l’anziano all’ingresso in una Residenza per Anziani. Comprenderne le caratteristiche, sapere come viene gestita clinicamente e sul piano nutrizionale in una struttura residenziale, e conoscere le domande giuste da fare al momento della valutazione è uno degli strumenti più utili per pazienti e famiglie.
I numeri del diabete nell’anziano in Italia
In Italia, secondo i dati ISTAT elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità, nel 2020 la prevalenza del diabete era pari al 5,9% della popolazione, corrispondente a oltre 3,5 milioni di persone. Questo dato, nella terza età, diventa particolarmente significativo con una prevalenza che sale al 13% circa nella fascia 65-75 anni e supera il 20% tra gli over 75. Il diabete rappresenta una delle patologie croniche più frequenti nella popolazione anziana.
Nelle strutture residenziali per anziani questa tendenza non solo è confermata ma di norma è più rilevante con stime internazionali che oscillano tra il 7 e il 27%, a seconda della composizione della popolazione ospitata e del grado di fragilità. Indicata come una delle comorbidità più comuni nella gestione quotidiana di una residenza per anziani, il diabete mellito è peraltro una patologia che richiede un approccio clinico e assistenziale specifico, molto diverso da quello adottato per un adulto più giovane.
(Fonte: Istituto Superiore di Sanità — EpiCentro: Diabete — Epidemiologia in Italia)
Cos’è il diabete mellito e come si manifesta nell’anziano
Il diabete mellito è una malattia metabolica cronica che si caratterizza per livelli di glucosio nel sangue stabilmente elevati (iperglicemia), causati da un’alterazione nella produzione o nell’azione dell’insulina. L’insulina è l’ormone prodotto dal pancreas che regola l’utilizzo degli zuccheri da parte delle cellule.
Nell’anziano la forma più diffusa è il diabete di tipo 2, in cui le cellule diventano progressivamente resistenti all’azione dell’insulina.
A contribuire in modo deciso all’insorgenza o al peggioramento di questa condizione sono la riduzione dell’attività fisica, il sovrappeso, l’uso prolungato di alcuni farmaci (come i corticosteroidi) e la presenza di altre malattie croniche.
(Per un approfondimento clinico sulla definizione e la classificazione della patologia: Istituto Superiore di Sanità — ISS Salute, Diabete)
I sintomi classici
Nell’individuo l’insorgenza del diabete si accompagna ad una sintomatologia ricorrente che tuttavia, nel caso degli anziani può essere ignorata o sottostimata per aspetti peculiari di questo momento di vita. Sintomi classici come sete intensa, minzione frequente, stanchezza, perdita di peso, possono essere attenuati o del tutto assenti, e non è infrequente che il diabete, in questa tipologia di paziente, sia scoperto in modo fortuito durante esami di routine o in occasione di ricoveri per altre cause.
L’ipoglicemia, ossia l’abbassamento improvviso della glicemia, può causare confusione, tremori, sudorazione, perdita di coscienza e cadute, ed è il rischio acuto più temuto nell’anziano diabetico. Negli over 75 gli episodi ipoglicemici diventano più frequenti e, allo stesso tempo, più difficili da riconoscere, il che li rende ancora più pericolosi, soprattutto in presenza di fragilità fisica o cognitiva.
Inoltre, l’anziano che riceve una diagnosi di diabete, se non ha complicanze croniche già presenti, potrà svilupparne nel corso del medio-lungo periodo in base alle sue condizioni di partenza; fra le più frequenti, la retinopatia (che incide sulla vista), la neuropatia periferica (che altera la sensibilità ai piedi e aumenta il rischio di lesioni), la nefropatia (che compromette la funzione renale) e un aumentato rischio cardiovascolare.
Perché il diabete nell’anziano va gestito diversamente
Il principio-guida nella gestione del diabete nell’anziano, specialmente nelle Residenze per Anziani, non è il controllo glicemico stretto come obiettivo in sé, quanto una buona gestione della qualità della vita e la prevenzione delle complicanze acute.
L’obiettivo è evitare sia il rischio di ipoglicemia sia lo scompenso metabolico grave, per preservare nel modo più efficace la funzione cognitiva e fisica. Un approccio terapeutico che necessariamente è fortemente individualizzato e prevede nella gestione della terapia una collaborazione stretta tra medico di struttura, diabetologo e team infermieristico.
La gestione alimentare dell’anziano diabetico: un piano personalizzato, non una dieta standard
L’alimentazione è sempre un elemento fondamentale nella gestione del paziente diabetico, nel caso dell’anziano l’obiettivo fondamentale è prevenire la malnutrizione per difetto o per eccesso che è un rischio reale con potenziali conseguenze serie.
Un piano nutrizionale adeguato per un ospite diabetico richiede una distribuzione equilibrata dei carboidrati nei pasti principali e negli spuntini, evitando picchi glicemici post-prandiali; un adeguato apporto proteico per contrastare la sarcopenia (perdita di massa muscolare tipica dell’età avanzata); una corretta idratazione, spesso difficile da garantire nell’anziano che percepisce meno lo stimolo della sete; la personalizzazione in base alle preferenze alimentari, alle eventuali difficoltà di deglutizione (disfagia) e alle condizioni dentali.
Nelle residenze per anziani strutturate, il piano alimentare viene definito dall’équipe nutrizionale in accordo con il medico di struttura, rivisto periodicamente e adattato alle variazioni delle condizioni dell’ospite.
La cura dei piedi e il monitoraggio della vista: due priorità spesso sottovalutate

Due aree di attenzione specifiche nella gestione del diabete nell’anziano sono poi la cura del piede diabetico e il monitoraggio della funzione visiva.
La neuropatia periferica riduce la percezione del dolore ai piedi; piccole lesioni, abrasioni o callosità possono passare inosservate ed evolvere in ulcere difficili da trattare, con rischio di infezioni anche gravi. Una ispezione regolare dei piedi da parte del personale infermieristico, unita a calzature adatte e alla consulenza podologica, è parte integrante di un buon protocollo assistenziale. Sul versante visivo, invece, la retinopatia diabetica è una delle principali cause di riduzione della vista negli anziani. Ecco allora che controlli oculistici periodici consentono di intercettare precocemente la patologia e di rallentarne la progressione.
L’ingresso in RSA con una diagnosi di diabete: cosa comunicare e cosa aspettarsi
Quando un familiare diabetico viene valutato per l’ingresso in una Residenza per Anziani, la completezza delle informazioni cliniche trasmesse alla struttura è determinante per la costruzione di un piano di cura adeguato fin dal primo giorno.
Per questo è sempre utile portare con sé tutta la documentazione medica aggiornata completa di elenco dei farmaci in uso e relative posologie, di monitoraggio glicemico degli ultimi mesi, indicazioni alimentari e tutte le informazioni su eventuali complicanze già diagnosticate.
Alle famiglie consigliamo sempre di approfondire in fase di valutazione della struttura i protocolli applicati per gli ospiti diabetici.
L’accoglienza degli ospiti diabetici nelle Residenze Real Salus
Nelle Residenze per Anziani Real Salus di Bologna e Porto Garibaldi, la gestione dell’ospite diabetico è parte integrante dell’approccio clinico e assistenziale quotidiano. Le strutture che operano sotto il marchio Real Salus vantano una lunga esperienza nell’assistenza agli anziani autosufficienti e non autosufficienti, e la presenza di patologie croniche come il diabete mellito è una realtà che lo staff medico, infermieristico e socio-sanitario affronta con protocolli strutturati e una presa in carico individuale.
“Quando un nuovo ospite arriva con una diagnosi di diabete, il primo passo è sempre costruire un quadro clinico completo insieme alla famiglia” spiega Leonardo Folchi, Responsabile dell’organizzazione aziendale delle Residenze per Anziani Real Salus per le sedi di Bologna e Ferrara. “Vogliamo capire la storia di quella persona, i farmaci che assume, le abitudini alimentari, eventuali complicanze già presenti. Solo così il piano di cura che costruiamo insieme ha senso davvero”.
Se stai valutando l’ingresso di un familiare diabetico in una struttura residenziale, contattaci.
Fonti e riferimenti istituzionali
Istituto Superiore di Sanità – EpiCentro: Diabete, epidemiologia in Italia
Istituto Superiore di Sanità – ISS Salute: Diabete
Standard Italiani per la Cura del Diabete Mellito – AMD/SID







