Agosto è, per molte famiglie, il mese delle ferie. Ma per chi assiste ogni giorno un genitore o un familiare anziano non autosufficiente, partire non è sempre possibile. Non sempre c’è qualcuno disponibile a sostituire il caregiver, anche solo per pochi giorni.
È proprio in questi casi che il ricovero temporaneo, se la finalità principale è dare respiro a chi assiste, diventa una soluzione preziosa, pensata per garantire continuità di cura all’anziano e, insieme, un momento di riposo a chi se ne occupa quotidianamente.
Cos’è il ricovero temporaneo e a chi è rivolto
Il ricovero temporaneo, o degenza temporanea, è un soggiorno di durata predefinita presso una struttura qualificata come una Casa Residenza per Anziani. Le ragioni del soggiorno possono essere diverse: una convalescenza dopo un intervento, un periodo di recupero funzionale oppure, come accade spesso nei mesi estivi, la necessità di garantire continuità assistenziale durante l’assenza del caregiver. In questo caso si parla comunemente anche di “ricovero di sollievo“, una soluzione rivolta agli anziani non autosufficienti o parzialmente autosufficienti normalmente assistiti a domicilio, e alle loro famiglie che in altri periodi dell’anno non avrebbero necessità né volontà di considerare un ingresso in struttura.
Perché l’estate è il periodo in cui le famiglie ne hanno più bisogno
Nel periodo estivo si sommano diversi fattori che rendono più difficile l’assistenza quotidiana. Le ferie lavorative, gli spostamenti verso le seconde case o le vacanze dei figli e dei nipoti, il caldo che rende più faticosa la gestione di una persona non autosufficiente, il periodo di pausa di badanti o assistenti familiari, anche loro in ferie.
I numeri, del resto, spiegano la portata del fenomeno. Secondo l’ultimo Rapporto Annuale dell’Istat, quasi 4 anziani su 10 tra gli over 75 vivono da soli. E quando non vivono da soli, ad assisterli è quasi sempre un familiare diretto: su circa 8 milioni di caregiver complessivi censiti in Italia, oltre 7 milioni prestano assistenza settimanale a un componente della propria famiglia, secondo i dati dell’indagine Istat sulle condizioni di salute. Un carico che, in assenza di soluzioni di supporto, ricade per intero su chi assiste, senza eccezioni per il periodo estivo.
Come si organizza il soggiorno temporaneo nelle strutture Real Salus
Il soggiorno viene concordato con la famiglia definendo in anticipo la durata e gli obiettivi del periodo di accoglienza. Durante la degenza, l’ospite beneficia delle stesse prestazioni garantite a chi risiede stabilmente in struttura, quindi assistenza medica e infermieristica, supporto socio-sanitario nelle attività quotidiane e, quando necessario, interventi fisioterapici personalizzati.
Per molte famiglie, questo tipo di soggiorno rappresenta anche un’occasione familiarizzare con l’ambiente della struttura senza l’urgenza di una decisione definitiva, un aspetto che spesso aiuta a sciogliere dubbi e resistenze legate a un eventuale ingresso stabile in futuro.
Assistenza sanitaria, attività e serenità anche per un breve periodo
«Anche in un soggiorno temporaneo, il primo passo è dedicare all’ospite un momento di accoglienza personalizzato. Presentare il personale che si occuperà di lui, spiegare la routine della giornata, rispondere alle domande che accompagnano sempre l’ingresso in un ambiente nuovo», spiega Leonardo Folchi, responsabile dell’organizzazione aziendale delle Residenze per Anziani Real Salus per le sedi di Bologna e Ferrara.
La famiglia resta sempre in contatto con noi, con aggiornamenti regolari sull’andamento della degenza. Dalla nostra esperienza, sapere che il proprio caro è seguito in un ambiente sicuro e da personale qualificato permette alla famiglia di concedersi qualche giorno di pausa con maggiore serenità.
Se stai valutando un periodo di ricovero temporaneo per un tuo familiare, il nostro staff è a disposizione per illustrarti come funziona il servizio e verificare la disponibilità nelle nostre strutture di Bologna e Porto Garibaldi. Contattaci






